Qualcuno sicuramente si difenderà dicendo che la SIAE non fa altro che applicare la legge sul diritto d’autore, che le leggi sono queste e bisogna obbedire. Dura lex sed lex. Però, in Italia, se la legge è brutta e schifosa si tende a
tollerare e nel migliore dei casi si chiede al parlamento di cambiarla. A volte però queste leggi storte tornano utili per terrorizzare i deboli e gli indifesi.Infatti leggiamo su
Punto Informatico che arroganti avvocati, perennemente a caccia di facili quattrini per sostenere costose poltrone, ha pensato bene di andare a
minacciare Wikipedia rea di pubblicare ciò che è già pubblico: foto di monumenti, stazioni, palazzi, e addirittura quadri pluricentenari. E i solerti funzionari di musei antiquati, invece di applicare la ragione e chiedere al legislatore una revisione della legge, applicano il nonsenso e caricano la Wikipedia italiana. Una delle mie opere preferite, Tondo Doni, agli Uffizi, la voce
in inglese e quella
in italiano tecnicamente più completa, ma manca qualcosa …
Il Soprintendente pensa che chi vede il Tondo Doni su wikipedia poi non andrà a Firenze agli Uffizi o non ne comprerà la cartolina nel ‘bookshop’?
Ma si può continuare a lavorare in questo paese? Ci si aspetta davvero di riuscire a creare qualcosa di nuovo se rischi sempre da un momento all’altro che una vecchia cariatide non rispolveri qualche legge e ti venga a togliere il sonno?
(fonte: gnuvox.info)